Il vino italiano, ambasciatore d’eccellenza del Made in Italy, punta con decisione verso la sostenibilità e la riduzione dei costi operativi. In occasione del Vinitaly 2026 di Verona, ENEA ha presentato una guida strategica pensata per accompagnare le aziende del comparto in un percorso di efficientamento energetico e miglioramento della produttività.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Confimi Industria, nasce con l’obiettivo di fornire strumenti concreti a una filiera che rappresenta un pilastro dell’economia nazionale. Con un fatturato di 14,3 miliardi di euro e un record di esportazioni che ha sfiorato gli 8 miliardi nell’ultimo anno, il mondo del vino deve oggi fare i conti con un fabbisogno energetico che supera i 500 milioni di kWh annui.
Dietro il primato internazionale del vino italiano, si nasconde un costo spesso sottovalutato: l’energia. L’obiettivo è chiaro: minori consumi, minori costi energetici e maggiore competitività aziendale – spiega Biagio Di Pietra, responsabile del Laboratorio ENEA di Soluzioni integrate per l’efficienza energetica, nonché coautore della guida insieme al ricercatore Alessandro Tallini – In definitiva – aggiunge – si tratta di uno strumento che traduce la complessità delle soluzioni tecniche in scelte operative facilmente applicabili dalle imprese.
In un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità, l’adozione di pratiche energetiche responsabili rappresenta un fattore determinante di posizionamento competitivo – commenta Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Efficienza energetica di ENEA – Questa guida – aggiunge – dimostra come la collaborazione tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo sia un elemento chiave per trasformare l’innovazione tecnologica in un vantaggio concreto e misurabile per le imprese.
Una roadmap per l’innovazione tecnologica del vino
La guida non è solo un documento teorico, ma una vera e propria “roadmap” operativa sviluppata all’interno del programma di Ricerca di Sistema Elettrico 2025-2027. Gli interventi proposti sono classificati in base alla loro maturità tecnologica, permettendo alle imprese di orientarsi tra:
- tecnologie trasversali consolidate: soluzioni già mature e pronte all’uso;
- sistemi di ottimizzazione del processo: interventi mirati a migliorare la gestione della produzione;
- tecnologie emergenti: innovazioni di frontiera per il futuro del settore.
Per ogni soluzione, la guida fornisce indicatori tecnici ed economici dettagliati, tra cui l’investimento necessario, il risparmio energetico stimato e i tempi di recupero del capitale (payback period).
L’analisi dei consumi: dove si può risparmiare?
Dallo studio condotto da ENEA in collaborazione con l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Regione Siciliana, emerge un dato chiaro: il 90% dell’energia consumata in cantina è di tipo elettrico. Il cuore della spesa energetica risiede nei sistemi di refrigerazione e controllo termico, che da soli assorbono circa il 50% dei consumi totali.
Questa concentrazione offre però grandi opportunità: molti degli interventi di efficientamento analizzati presentano tempi di ritorno dell’investimento particolarmente brevi, rendendo la transizione energetica non solo ecologica, ma anche economicamente vantaggiosa per le piccole e medie imprese, che costituiscono l’80% del tessuto produttivo del settore.
Supporto diretto alle imprese
Oltre alla presentazione tecnica, il Vinitaly ha ospitato uno spazio B2B dedicato, dove imprenditori e operatori hanno potuto dialogare direttamente con i ricercatori ENEA. Un momento di confronto fondamentale per calare le soluzioni teoriche nella realtà produttiva di ogni singola cantina, garantendo che il vino italiano continui a essere competitivo sui mercati globali anche sul fronte dell’impronta energetica.





