Violenza contro le donne

Violenza contro le donne: L’Erbolario supporta il progetto di OffiCine-IED

L’Erbolario ha rinnovato la sua partnership con OffCine-IED, sostenendo la realizzazione di un Laboratorio di formazione nel cinema finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio: un annuncio che arriva alla vigilia del 25 novembre Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il corto sarà presentato in un evento di anteprima su invito, il 19 novembre alle ore 19 presso il cinema Anteo di Milano e Giulia Bergamaschi, alla guida dell’azienda cosmetica insieme al fratello Luigi e ai genitori Daniela Villa e Franco Bergamaschi, che fondarono il marchio ben 45 anni fa, nel 1978, ha così commentato:

Siamo sempre molto colpiti dalle continue e drammatiche notizie di cronaca relative alla violenza sulle donne, di cui i femminicidi rappresentano la punta dell’iceberg. Per questo, come Società Benefit, ci sentiamo in dovere di contribuire, nel nostro piccolo, a sensibilizzare più persone possibili su questa tematica, tanto più considerando che siamo da sempre un’azienda rosa, con una presenza di collaboratrici che oggi ha superato il 75%.

Violenza contro le donne: un cortometraggio per capire

Nato come progetto culturale di IED – Istituto Europeo di Design, nei suoi oltre dieci anni di attività, OffiCine-IED si è adoperato per costruire percorsi formativi in cui giovani talenti sono incoraggiati alla professionalizzazione grazie al lavoro con esperti del cinema. Il nuovo lavoro, sviluppato con il supporto de L’Erbolario, consiste nella realizzazione del cortometraggio Finché morte non ci separi, a cura delle ragazze e dei ragazzi del Laboratorio di Formazione FilmLab, tra cui i giovani registi Alice Gnech ed Edoardo Maione.

Le riprese del corto sono iniziate a Milano il 2 ottobre con la direzione artistica di Silvio Soldini e la partecipazione di Amanda Sandrelli, Carla Signoris e Filippo Scicchitano, affiancati dai giovani talenti Francesca Blasutig e Davide Gaudiosi. Tema centrale di questa produzione è la necessità di cogliere i segnali che sono frutto di un atteggiamento violento e prevaricatore nei confronti delle donne.