Violetto di San Luca

Violetto di San Luca: il carciofo è un nuovo Presidio dell’Emilia Romagna

Da poco è nato il nuovo Presidio Slow Food del carciofo violetto di San Luca che vuole puntare l’attenzione su questo simbolo indiscusso della città. Dichiara così Raffaela Donati, responsabile del Presidio:

Fino a non molti anni fa le colline della zona di San Luca erano piene di carciofaie. La natura argillosa del terreno conferiva alla varietà violetto caratteristiche particolari, che la rendevano ricercata e conosciuta anche fuori dai confini cittadini. La coltivazione del carciofo violetto costituiva un’importante fonte di reddito per gli agricoltori locali, tuttavia a partire dalla metà degli anni ’70 è iniziata a diminuire drasticamente, causa anche lo spopolamento delle campagne.

Violetto di San Luca

Rispetto ad altre varietà il carciofo violetto è più piccolo e con produttività inferiore. La sua caratteristica riguarda anche la maturazione, infatti è uno degli ultimi alla metà del mese di maggio. La coltivazione è complicata, infatti si propaga per via agamica, perciò non attraverso i semi bensì tramite i polloni, getti laterali che a volte rischiano di perdersi.

Tante le iniziative per la diffusione del carciofo violetto di San Luca. Ricordiamo anche che tra i produttori del Presidio c’è infatti anche un istituto agrario, l’Arrigo Serpieri di Bologna. Aggiunge Federica Frattini, referente dei produttori del Presidio:

Quando alla fine degli anni ’90, i vecchi agricoltori che lavoravano il mio terreno mi hanno regalato 10 piante di questo meraviglioso ortaggio, l’amore è stato a prima vista. Fortunatamente ho conosciuto Andrea Querzé, appassionato produttore con cui, insieme a Raffaela, abbiamo cominciato a ridare vita al “nostro” ortaggio intraprendendo un percorso di riconoscimento istituzionale. L’interesse da parte degli chef c’era, così come quello di molti bolognesi che ancora si ritrovavano a cercare disperatamente il sanluchino da mettere sottolio

Tutte le informazioni dettagliate sul programma completo delle iniziative sono presenti sulla pagina Facebook ufficiale di Slow Food Bologna.