Viridi è una startup italiana certificata che organizza green wedding in tutta Italia

Anche i matrimoni, e tutti gli eventi in cui si festeggia, inquinano: gli spostamenti tra le location del rito e del ricevimento sono la causa primaria di emissioni. Secondo una fonte ANSA un ricevimento con 100 invitati produce 5 tonnellate di CO2, ovvero il doppio di 10 anni fa. Se poi aggiungiamo gli sprechi di cibo e bevande, la raccolta dei rifiuti non corretta, i consumi energetici e compagnia cantando capiamo quanto sia impattante per l’ambiente ogni celebrazione.
Cambiare si può e ad avere l’idea Donatella D’Anniballe, planner creativa che con la sua startup Viridi e i suoi green wedding accompagna le coppie durante tutta la fase organizzativa senza mai rinunciare a stile, charme e gusto. Vediamo le modalità.
Sposarsi e festeggiare nella medesima location è fondamentale, meglio se il luogo scelto è già certificato per il suo basso impatto ambientale grazie al risparmio energetico, alla raccolta differenziata perfetta, alla cosmesi green nelle toilette, alla sobrietà idrica. Il matrimonio di giorno vince su quello in modalità notturna per ovvie ragioni di contenimento illuminazione.
Fondamentale la scelta del food&beverage e del catering a meno che, meglio ancora, non siano presenti cucine per piatti espressi. I diktat, oltre al plastic-free, saranno cibo bio, locale, di stagione, equo e solidale ed è gioco-forza che una proposta vegana 100% impatta assai meno di una a base di carne e pesce. Fantastici i vini di piccole produzioni che non usano solfiti e non chiarificano con l’uovo. Escludiamo l’usa e getta ma se l’evento è in stile country potremmo pensare a stoviglie in mater-bi (bioplastica completamente biodegradabile e compostabile proveniente dal mais).
Le bomboniere classiche sono desuete e ci si rinuncia senza drammi magari sostituendole con donazioni o oggetti artigianali. Di moda la Welcome Bag, un’idea importata dagli Stati Uniti ma che ormai spopola anche da noi. E’ una piccola sporta, talvolta personalizzata con il nome degli sposi (in carta, vimini, tela) che viene consegnata agli ospiti all’arrivo e può contenere oggetti utili durante la festa (spazzolino, salviette profumate, acqua, ventaglio, infradito) o altro che resta agli invitati come ricordo della bella giornata.
Decorazioni floreali con fiori di stagione e locali (mai pensato ai fiori di campo? Papaveri e fiordalisi mischiati con le spighe di grano).
L’abito della sposa potrebbe essere qualcosa di riutilizzabile anche in altre future occasioni oppure trendy il noleggio o, non ultima, la sua realizzazione in materiali come il lino, la canapa, il cotone biologici o la seta selvaggia.
Le partecipazioni potrebbero essere evitate ed essere totalmente digitali altrimenti via libera alla carta senza cloro, alla riciclata, a quella in canapa e all’inchiostro ecocompatibile.
Le fedi e i gioielli indossati dagli sposi in materiali etici ormai facilmente reperibili.
Prima dell’evento si può inviare agli invitati, oltre alla lista di nozze, anche un vademecum di utili consigli che contribuiscono alla realizzazione di una festa davvero green: la condivisione delle auto per arrivare, il riutilizzo di abiti già indossati magari con accessori diversi, l’acquisto di un vestito usato se il nostro armadio è davvero sguarnito, un make-up con prodotti bio (offerto magari dalla sposa alle sue damigelle).
Non ultimo consiglio quello di avviare una collaborazione con enti no profit che provvedano a compensare la quantità di CO2 non abbattute durante l’evento con la piantumazione di alberi.

Con una cerimonia green gli sposi appagano i loro desideri, non rinunciano ai loro sogni e riducono sensibilmente le emissioni prodotte dall’evento.

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Contatti: info@viridiwedding.it – www.viridiwedding.it
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di Marzia Fiordaliso Direttore Editoriale Eco in città