Nell’ambito del corso di Luca Ruzza su Performance Design al Dipartimento di Pianificazione Design e Tecnologia dell’Architettura di Sapienza-Università di Roma (Piazza Borghese 9) giovedì 26 marzo alle ore 15 dall’aula B7 si muoverà il walkabout Riconnettere il Tevere dedicato agli ecosistemi urbani con Carlo Infante, Urban Experience. Per partecipare scrivere a info@urbanexperience.it (posti limitati). Il walkabout lungo il fiume capitolino si propone come un’esperienza di esplorazione urbana che intreccia storia, accessibilità, ecologia e progettazione performativa con l’obiettivo di ripensare il rapporto tra Tevere e caputale in vista del progetto di balneabilità previsto per il 2030.
Seguendo l’approccio di Carlo Infante camminare diventa uno metodo di conoscenza attiva: un passaggio dal Punto di Vista al Punto di Vita. Non si tratta soltanto di osservare il paesaggio fluviale ma di attraversarlo ascoltarlo e reinterpretarlo attraverso pratiche di narrazione urbana e di performance design. Il walkabout trasforma così lo spazio pubblico in un laboratorio aperto, in cui la città è letta e riscritta attraverso l’esperienza diretta.
Il Tevere, una storia da raccontare
Il Tevere, per secoli infrastruttura vitale della città e progressivamente separato dal tessuto urbano, diventa il campo di indagine di questa esplorazione. Attraverso il cammino lungo le sue rive emergono le stratificazioni storiche del fiume, le criticità legate all’accessibilità e alla fruizione degli spazi fluviali, ma anche le potenzialità di una nuova relazione tra ambiente naturale e vita urbana. L’esperienza del walkabout invita quindi a immaginare il Tevere non solo come elemento paesaggistico, ma come infrastruttura ecologica e culturale capace di riconnettere parti della città, attivare nuove pratiche sociali e generare interventi di riqualificazione ambientale ecosostenibile.
In questa prospettiva, il percorso diventa anche un momento di progettazione condivisa: osservare, attraversare e raccontare il fiume significa iniziare a costruire la sua prossima vita urbana, in cui il Tevere possa tornare a essere uno spazio abitabile, accessibile e vissuto, capace di integrare natura, cultura e innovazione nella città contemporanea.
Un tunnel sotto il Lungotevere di Tor Di Nona
Uno dei focus del walkabout sarà il progetto architettonico dell’Oculus, concepito da Paolo Ramundo e Nanni Morabito per creare un tunnel sotto il lungotevere di Tor Di Nona. Vi si prospetta la creazione di una “breccia” nel corpo murario dei muraglioni per il recupero dello storico affaccio sul fiume ormai negato, criticità che si affronterà trattando di un piano di rigenerazione urbana ben impostato sul recupero delle botteghe artigiane scomparse che prima dei Muraglioni avevano un accesso diretto al fiume.
L’idea era nata come un esercizio all’interno di un corso alla Facoltà di Architettura della Sapienza negli anni Novanta. Fu ipotizzato un “oculus”, ovvero una sorta di cannocchiale prospettico orientato verso il Tevere e Castel Sant’Angelo. La direzione del tunnel, inclinata rispetto alla strada di circa 40 gradi, avrebbe ripreso l’orientamento dell’antico molo romano rinvenuto durante i lavori per la costruzione degli argini. Questa progettualità creativa non-convenzionale si rifece addirittura alla Forma Urbis Romae augustea dove sono riportati quel molo romano e la banchina che rivelano l’importanza tra Roma e il suo fiume.





