Zeroc, l’economia circolare diventa realtà

ZeroC è un nome parlante. Infatti, la denominazione della società interamente pubblica di cui sono soci Gruppo CAP – gestore del servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano – e i comuni di Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello, Segrate e Sesto San Giovanni, significa semplicemente zero carbonio. La società gestirà un’innovativa piattaforma carbon neutral per il trattamento e la valorizzazione della FORSU (frazione organica del rifiuto solido urbano) e dei fanghi di depurazione di Gruppo CAP. Le emissioni di CO2 della piattaforma saranno neutre perché il carbonio emesso nella termovalorizzazione dei fanghi sarà equivalente a quello “sequestrato” all’ambiente dai rifiuti organici e dai fanghi trattati.

La piattaforma sorgerà presso il vecchio e dismesso termovalorizzatore di Sesto San Giovanni e ingloberà le strutture del depuratore che sorge nei pressi. Attraverso la digestione anaerobica dei rifiuti organici (che si attuerà presso i digestori già presenti all’interno del depuratore e ora adattati alla FORSU) verrà prodotto biometano. I fanghi verranno invece essiccati e valorizzati termicamente per la produzione di energia e calore per la rete comunale di teleriscaldamento. Non prima però di aver estratto fosforo e fertilizzanti di alta qualità, e acqua (per usi industriali o per l’irrigazione dei parchi pubblici).

Il progetto presenta almeno 3 diversi aspetti di innovazione tecnologica e sociale.

  1. Abbina due linee di trattamento rifiuti, FORSU e fanghi, per creare un ciclo integrato, nobilitando entrambe e producendo energia e prodotti ad alto valore aggiunto pronti alla commercializzazione (biometano e fertilizzanti). Si tratta del primo impianto di questo tipo in Italia. In Europa ha un solo omologo a Zurigo, Dal trattamento della FORSU si ricaverà inoltre PHA (bio polimero sintetizzato da batteri) per utilizzarlo nella formulazione di bioplastiche biodegradabili e compostabili con proprietà meccaniche migliorate rispetto agli attuali standard.
  2. Ottimizza, con un processo di simbiosi industriale, due impianti esistenti – termovalorizzatore e depuratore – riducendo il consumo di suolo e l’impatto sul territorio. Rispetto al vecchio termovalorizzatore vedrà una riduzione di oltre l’80% degli inquinanti nei fumi nonché un controllo strettissimo sulle emissioni odorose. L’economia circolare, obiettivo principale dell’impianto, inizia già dalla valorizzazione delle strutture esistenti.
  3. Applica un intenso e innovativo percorso di partecipazione sociale che prosegue sin dal 2018 e che, oggi, si concretizza nell’attività del Consiglio Consultivo della Comunità locale (RAB – Residential Advisory Board) che monitora le attività dell’impianto.
    Il percorso partecipativo è però iniziato già in fase di progetto preliminare dai cittadini sono state inserite nella progettazione definitiva. Ne sono un esempio il piano di piantumazioni accanto all’impianto, la costruzione di una pista ciclabile per connettere le aree verdi e il nuovo parco a nord dell’impianto con la pista ciclo-pedonale a sud lungo il Naviglio della Martesana, e l’installazione di 5 nuove centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria.

La prima linea della BioPiattaforma (quella dedicata alla FORSU) entrerà in funzione nell’autunno del 2022, la seconda (fanghi) nella primavera del 2023.

A regime la BioPiattaforma produrrà oltre 11.120 MWh all’anno di energia elettrica (dalla termovalorizzazione dei fanghi) e 242 metri cubi all’ora di biometano, sufficienti – ad esempio – per alimentare 2200 Fiat Panda su tragitti di 15.000 chilometri in un anno.

 

Sito web

https://www.zeroc.green/