Bologna

ZTL Verde a Bologna: nuove tasse e divieti, è polemica

La ZTL Verde è entrata in vigore a Bologna nel 2020: dal 1° gennaio di quell’anno non sono più validi i contrassegni delle auto Euro 0 per entrare al centro storico, con sosta a pagamento per la seconda auto in centro e per la terza auto nella corona semicentrale e semiperiferica.

Nei prossimi anni lo stesso provvedimento riguarderà altre vetture più inquinanti. Dal 2021 è accaduto per i veicoli Euro 1 (diesel, benzina, Gpl, metano) e dallo scorso 1° gennaio la ZTL Ambientale riguarda anche i veicoli Euro 2 (diesel, benzina). E ancora dal 2023 riguarderà gli Euro 3 (diesel), dal 2024 gli Euro 4 (diesel) e dal 2025 gli Euro 5 (diesel).

Ci sono però delle novità che riguardano una ZTL Verde ancora più dura con un abbonamento da sottoscrivere per entrare in città, anche per gli stessi residenti. In questo modo il Comune di Bologna vuole incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi e più sostenibili.

ZTL Verde a Bologna: le polemiche

Ovviamente sono subito scoppiate le proteste sulla nuova ZTL Verde a Bologna. I cittadini non vogliono essere “obbligati a pagare” e per questo motivo hanno lanciato anche una petizione su Change.org.

Non tutti hanno i soldi necessari per permettersi di cambiare automobile e acquistarne una elettrica, per questo motivo secondo alcuni si tratta solo di un modo del Comune di Bologna per fare cassa. Ha dichiarato Valentina Orioli, assessora di Palazzo d’Accursio alla Mobilità sostenibile, in un’intervista a Il Resto del Carlino:

Nessuna tassa su chi si muove per andare a lavorare o chi si muove dentro e fuori dalla città per altri motivi, non è quello lo spirito. Quelle illustrate dal Carlino sono ipotesi di studio su cui stiamo lavorando, certo, ma stanno dentro una riflessione politica nel voler trovare un equilibrio tra tutti gli aspetti della transizione ecologica. Il pagamento per l’accesso in centro è praticato da tante città europee e italiane, stiamo osservando.