Zuppa

Dallo scarto al piatto: come Milano trasforma l’invenduto in bene comune

La Zuppa di Milano è un vero progetto di circolarità urbana e innovazione sociale, presentato a Fa’ la cosa giusta! 2026 da Andrea di Stefano e Alessandra Licheri di Cascina Cuccagna.
Stiamo parlando di un’iniziativa che intende recuperare le verdure invendute nell’ortomercato generale di Milano, e anche qualche mercato rionale, prima che diventino scarto.
Diventeranno così zuppe nutrienti distribuite gratuitamente presso alcuni hub solidali, in primis quello di Cascina Cuccagna, alle persone bisognose che ogni giorno li frequentano.

Queste zuppe, pensate tenendo conto dei gusti e delle preferenze alimentari anche degli stranieri che frequentano gli hub, nascono da un lavoro di ricerca curato da cinque chef: Cesare Battisti (Ratanà), Nicola Cavallaro (un posto a Milano), Gianluca Bassola (Trippi), Juan Lema (Mirta) e Aziza (Riad Majorelle).

Le previsioni sono di realizzare in 10 mesi 3.000 zuppe, composte all’85% di sostanze vegetali recuperate. I vantaggi sono ambientali e sociali oltre che misurabili, con la prospettiva, in futuro, di poter procedere con la pastorizzazione o il congelamento e distribuirle presso i punti vendita di COOP LOMBARDIA.

Chi c’è dietro Zuppa di Milano

C’è una sinergia di attori con competenze diverse: Cascina Cuccagna (capofila): coordinamento generale, gestione della comunicazione, eventi e hub per la distribuzione, Fondazione Progetto Mirasole: sede operativa per la trasformazione, il confezionamento e consulenza alimentare, RECUP: associazione incaricata del recupero fisico e della selezione delle eccedenze all’Ortomercato di Sogemi, Economia e Sostenibilità (EStà): supporto tecnico per lo studio dei flussi alimentari e il bilanciamento nutrizionale, Tempi di Recupero: rete che ha coinvolto gli chef e curato l’ideazione gastronomica delle ricette.

Cosa serve adesso per realizzarlo?

Il progetto è stato selezionato dal Comune di Milano nell’ambito del crowdfunding civico “Alleanze di Quartiere”. Accede così ad un programma di Crowdfunding Civico con il meccanismo del “doppio impatto”. Ossia per finanziare la messa a punto della filiera di raccolta, trasformazione e produzione, è stata attivata una campagna di crowdfunding basata su un modello di co-finanziamento pubblico-privato:

  • potranno donare cittadine e cittadini dal 10 aprile, per due mesi, tramite la piattaforma online di Produzioni dal Basso, e presso le casse di alcuni punti vendita di COOP LOMBARDIA;
  • idem possono fare le Aziende, integrando l’iniziativa nelle proprie strategie di CSR e ottenendo visibilità e co-branding sui materiali di comunicazione.

Il traguardo da raggiungere è ambizioso, servono 29.968 euro

Al raggiungimento di questa cifra, il Comune di Milano raddoppierà l’importo, portando il budget totale a 59.936 euro. Grazie a questi fondi, la produzione diventerà scalabile con l’obiettivo di raggiungere 3.000 zuppe distribuite entro la fine del 2026.
A questo punto possiamo solo davvero incrociare le dita, e se vi piace l’idea e vi state già immaginando la zuppa di Bologna, di Roma o di Napoli, apriamo il portafoglio e sosteniamola, oltre che diffonderla e farla conoscere senza indugi.